Maschio Angioino
Napoli

Maschio Angioino: il Castel Nuovo di Napoli

Intro: Il Castello del Maschio Angioino è uno dei simboli di Napoli nel mondo. Scopriamo insieme cosa si può visitare, gli orari e i prezzi!

Quante volte avrete visto l’imponente immagine del Maschio Angioino in televisione, sui libri di storia o sulle cartoline?

Quando organizzate un viaggio in città, è sicuramente una delle cose da aggiungere alla lista di cosa vedere a Napoli.

Lo troverete ad attendervi in Piazza Municipio e vi accoglierà con la sua fiera struttura trapezoidale e i suoi quattro torrioni, 3 in piperno e uno in tufo.

La sua storia è davvero affascinante e spiega perché è famoso anche con il nome di Castel Nuovo.

Maschio Angioino: la storia

Nel 1266, Carlo I d’Angiò decise di trasferire la capitale del Regno di Sicilia, da Palermo a Napoli.

Tra il 1279 e il 1282, fu costruito il Maschio Angioino, conosciuto col nome di “Castel Nuovo“, poiché rispondeva a un’esigenza di ammodernamento rispetto all’ormai obsoleto Castel dell’Ovo.

Per il difendere della città, le torri merlate avevano ormai fatto il loro tempo, bensì torrioni capaci di resistere alle armi da fuoco.

Così, il Maschio Angioino andava a completare il sistema difensivo formato dal Castel dell’Ovo e da Castel Capuano, troppo lontano dal mare per rappresentare una posizione strategica.

La struttura visibile oggi è molto diversa da quella appena costruita, poiché la fortezza ha subìto varie modifiche nel corso dei secoli, diventando un esempio di stratificazione di tantissime epoche.

L’unica cosa che pare non abbia subìto modifiche è la Cappella Palatina, costruita nel 1307 nel cuore del castello.

Il Maschio Angioino ha vissuto:

  • La reggenza di Carlo I d’Angiò;
  • La presenza di Carlo II d’Angiò e della sua famiglia;
  • Carlo III di Durazzo se ne impossessò durante la presa di Napoli e, successivamente, lo lasciò al figlio Ladislao;
  • Alfonso d’Aragona, dopo aver conquistato Napoli nel 1443, lo dotò di nuove mura difensive;
  • Nel 1494, durante la spedizione di Carlo VIII di Francia, venne saccheggiato;
  • L’abdicazione di papa Celestino V;
  • L’elezione di papa Bonifacio VIII.

Quando il Regno di Napoli passò in mano alla corona spagnola, trasformandosi in vicereameil Maschio Angioino divenne un semplice presidio militare.

L’incuria e le modifiche verificatesi furono la dimostrazione della sua perdita di ruolo come residenza reale, ma anche della volontà dei nuovi proprietari di eliminare ogni ricordo della presenza angioina e aragonese.

Nel 1734, quando salì al trono Carlo Sebastiano di Borboneil Maschio Angioino fu nuovamente ristrutturato, perdendo definitivamente la sua importanza come residenza reale, in favore di altri edifici voluti dai Borbone, come il Palazzo Reale e la Reggia di Caserta.

Oggi il Maschio Angioino ospita eventi, mostre, il Museo Civico e la Biblioteca della Società Napoletana.

Maschio Angioino: cosa vedere

Dopo una panoramica sulla storia di questo Castel Nuovo, passiamo adesso alla parte più divertente della vostra gita a Napoli, ovvero cosa visitare del Maschio Angioino.

Arco Trionfale

L’Arco Trionfale segna l’ingresso al castello e fu costruito tra il 1453 e il 1468.

Ispirato agli archi trionfali romani, mostra dei rilievi nei quali vengono evidenziati i trionfi di Alfonso d’Aragona.

In cima, potrete ammirare le statue delle quattro virtù, sormontate in alto dalla statua di San Michele.

Potrete notare anche della colonne corinzie e ioniche e, in effetti, questo arco rappresenta un passaggio cruciale nella storia dell’arte, rappresentando una traversata dallo stile gotico al moderno.

Cappella Palatina

Della Cappella Palatina vi ho già accennato prima e vi assicuro che è un vero gioiellino.

La sua costruzione ebbe inizio nel 1307 e ha mantenuto il suo aspetto originario per 7 secoli.

L’ingresso nel cortile presenta un portico rinascimentale e un affascinante rosone.

A causa di un forte terremoto avvenuto nel 1456la cappella fu restaurata, mantenendo il suo aspetto in stile gotico

All’interno della cappella è ospitato il “Tabernacolo con la Madonna e il Bambino” di Domenico Gagini, allievo di Donatello e Brunelleschi.

Sala dell’Armeria e Sala dei Baroni

La Sala dell’Armeria è proprio accanto alla Cappella Palatina e ospitava, come potrete capire dal nome, le armi del castello.

Qui quello da ammirare di stupefacente sono i reperti archeologici di epoca romana, visibili grazie alla pavimentazione in vetro.

Un altra sala da visitare è la Sala dei Baroni, che ha un’importanza storica indescrivibile.

Nasce come Sala del Trono, voluta da Roberto d’Angiò e conosciuta come Sala Mayor.

Fu ribattezzata Sala dei Baroni in seguito alla congiura dei nobili ai danni di Ferrante I d’Aragona, che scoprì l’accordo segreto dei baroni per spodestarlo, li riunì in questa stanza invitandoli al matrimonio della nipote e poi li fece arrestare o condannare a morte.

Maschio Angioino

Cappella delle Anime del Purgatorio e Cappella di San Francesco da Paola

La Cappella delle Anime del Purgatorio è frutto delle modifiche volute dai viceré spagnoli, tuttavia si può identificare con la trecentesca Cappella di San Martino di Tours.

L’interno mostra uno stile barocco e potrete ammirare l’altare maggiore con un dipinto della Madonna del Carmine con San Sebastiano, papa Gregorio I e le anime del purgatorio – da cui viene il nome della cappella.

La Cappella di San Francesco da Paola fu restaurata in stile barocco e consacrata nel 1668.

Porta il nome del santo, poiché lo ospitò durante un viaggio diretto a Parigi.

Le prigioni e la leggenda

Sotto la Cappella Palatina sono presenti due stanze, che avevano funzione di prigione: la Prigione del Miglio e la Prigione dei Baroni.

Il nome della prima deriva dal fatto che in precedenza venisse usata come deposito del grano, tuttavia quando fu adibita a prigione iniziarono accadimenti misteriosi.

prigionieri sparivano in circostanze misteriose e così nacque la famosa leggenda del coccodrillo che viveva nei sotterranei del castello, con due versioni:

  • afferrava i prigionieri e li trascinava fino al mare;
  • era stato portato lì da Giovanna II per eliminare i suoi amanti.

Voi credete alle leggende? Io suppongo ci sia sempre un fondo di verità!

La prigione dei Baroni presenta all’interno 4 bare senza iscrizione, probabilmente appartenenti ai nobili uccisi durante la congiura, che si narra le anime vaghino ancora nella angusta cella.

Orari e tariffe

Il Maschio Angioino è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 8,30 alle 19,00, è possibile effettuare un itinerario museale con biglietto da 6€, che comprende:

  • Primo piano: Museo Civico – Collezione Jerace (Sala Carlo V) e Pinacoteca;
  • Secondo piano: Museo Civico – Pinacoteca;
  • Terzo piano: Museo Civico – Sala Novecento, sculture e dipinti provenienti da donazioni e collezioni del Comune di Napoli.

In accordo con la disponibilità del personale saranno visitabili anche:

  • Sala dei Baroni;
  • Percorso Archeologico ex sala dell’Armeria;
  • Cortile Monumentale;
  • Sala della Loggia con affaccio sugli arsenali.

Consultate le modalità di ingresso e le aperture per domenica e festivi, presenti sul sito del Comune di Napoli.

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