Maschere del Carnevale napoletano: Pulcinella, Tartaglia e Scaramuccia
Il Carnevale napoletano non è una semplice sfilata, ma un’esplosione di colori, musica, sapori tipici (come le chiacchiere napoletane) e folklore che affonda le sue radici in una tradizione secolare. Se cerchi esperienze autentiche, capaci di mescolare risate sfrontate e satira pungente, sei nel posto giusto. Il cuore di questa celebrazione batte grazie alle maschere tradizionali napoletane, figure immortali della Commedia dell’Arte.
Ti guiderò tra la saggezza beffarda di Pulcinella, la goffaggine del giudice cialtrone Tartaglia, e la spacconeria del soldato Scaramuccia. Questi personaggi non sono solo costumi: sono lo specchio fedele degli umori del popolo partenopeo e mantengono viva una tradizione che è un ponte tra passato e presente.
Scopri i segreti di queste icone del teatro. Continua a leggere per pianificare il tuo viaggio nel cuore del folklore campano!
Di cosa parlo in questo articolo
Carnevale Napoletano: satira e rivolta
Il Carnevale a Napoli non è mai stato un affare quieto; era, anzi, una festa di eccessi e scherzi. Le sue celebrazioni risalgono già al periodo angioino e aragonese, che trasformavano la città in un enorme palcoscenico. Durante il Viceregno spagnolo, la festa assunse un carattere decisamente più popolare, dando il via a cortei mascherati e spettacoli di strada.
Il Carnevale napoletano era storicamente un momento cruciale in cui tutto era permesso. Attraverso le maschere tradizionali napoletane e le scenette teatrali, il popolo esprimeva, senza freni morali o legali, critiche sociali e politiche, mantenendo viva una satira pungente e uno spirito irriverente. Questa tradizione, che mescola comicità, satira e folklore, affonda le sue radici nella Commedia dell’Arte, nata intorno al XVI secolo, da cui derivano i personaggi più importanti del nostro teatro.
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1. Pulcinella
Tra tutte le figure del Carnevale napoletano, Pulcinella è senza dubbio la maschera più celebre. È l’emblema riconosciuto di Napoli a livello internazionale, tra le figure più importanti della Commedia dell’Arte.
Pulcinella è un’icona immediatamente riconoscibile: veste un inconfondibile costume bianco, con camicione e pantaloni larghi, un cappello a punta e una mezza maschera nera che gli esalta il naso ricurvo e gli conferisce un aspetto grottesco.
Questo personaggio, nato nella Commedia dell’Arte nel XVII secolo, incarna la quintessenza degli aspetti — spesso contraddittori — della cultura napoletana:
- L’esuberanza e la vitalità, miste a una propensione per gli istinti e i piaceri carnali.
- La saggezza popolare, l’astuzia e la furbizia, con cui si fa beffe delle ingiustizie.
- L’ironia, la generosità, ma anche il malinconico disincanto.
Pulcinella è una maschera in continua evoluzione, che da secoli raccoglie gli umori del popolo partenopeo. Il suo spirito si ritrova in tutto ciò che è vera napoletanità: dai grandi affreschi umani di Troisi alla malinconia dei primi pezzi di Pino Daniele. A lui si attribuiscono anche motti celebri, come il famoso “Segreto di Pulcinella”, che indica una verità che tutti sanno, ma che si finge segreta.
Se vuoi portare a casa un pezzo della vera Napoli, Pulcinella è il souvenir perfetto. Nelle botteghe artigiane di San Gregorio Armeno, troverai centinaia di statuette del nostro eroe.
Un consiglio pratico da locale: Non limitarti a comprare una statuetta. Cerca le rappresentazioni artistiche di Pulcinella che celebrano figure moderne della napoletanità (come quelle realizzate da Lello Esposito).

2. Tartaglia
Dopo Pulcinella, incontriamo Tartaglia, una maschera che sa essere al contempo comica e tenera, simbolo di innocenza e goffaggine. Introdotta a metà del XVII secolo e resa nota dal comico Cioppo, si distingue soprattutto per la sua vistosa balbuzie (tartagliare è sinonimo onomatopeico di balbettare), da cui deriva il nome.
In origine, Tartaglia era spesso un buffo servitore con un costume ben definito: abito verde e giallo, calze bianche, cappello grigio, e occhiali azzurri. Rappresentava un anziano presuntuoso. Tuttavia, la sua figura si è evoluta, in particolare grazie all’attore partenopeo Fiorelli intorno al 1750.
Il Tartaglia “riformato” abbandonò in parte il ruolo di semplice servitore, trasformandosi in una caricatura delle professioni dotte, recitando spesso la parte di poliziotto, avvocato, dottore o giudice. I suoi vestiti si modificarono (calzoni corti, berretto e alamari argentei).
Le sue azioni erano ambivalenti: talvolta imbrogliava il prossimo, altre volte salvava innocenti, agendo come una sorta di Robin Hood comico. Questo aspetto caricaturale rifletteva la satira popolare che a Napoli sbeffeggiava la nobiltà e le professioni giuridiche e mediche (si pensi anche alle maschere del Medico o del Don Nicola).

3. Scaramuccia
Preparatevi ora per un incontro con il Miles Gloriosus di Napoli: Scaramuccia. Questa maschera è l’archetipo del soldato millantatore, astuto e irriverente. Le sue radici affondano nel teatro antico di Plauto, nella figura del soldato fanfarone che, pur parlando di grandi imprese, è destinato alla sconfitta.
Il nome stesso, Scaramuccia, fa riferimento alla sua tendenza a essere costantemente impegnato in litigi e conflitti, o “scaramucce”. Fu reso popolare dall’attore partenopeo Tiberio Fiorilli nel XVII secolo.
Scaramuccia è la dimostrazione che il teatro napoletano ha conquistato l’Europa:
- Costume originale: Interamente nero, con cappellaccio e spada.
- Evoluzione Fiorilli: L’attore Tiberio Fiorilli lo modificò, aggiungendo un berretto e, soprattutto, la chitarra. Questo elemento sottolineava la sua malsana abitudine di “cantar balle” (raccontare bugie).
- Successo internazionale: Il personaggio fu recepito con grande successo dal teatro francese, dove Molière lo adattò con il nome di Scaramouche.
Scaramuccia è un uomo vanaglorioso e bugiardo, che usa le parole più della spada. La sua figura, un tempo nero vestita, era il contraltare di altri soldati fanfaroni come Capitan Matamoros o lo Spagnolo, anch’essi presi di mira dalla satira popolare durante il Viceregno.

Il Carnevale a Napoli oggi
Il Carnevale napoletano non è un reperto da museo, ma una festa vibrante che coinvolge ancora oggi grandi e piccini. Sebbene la cultura borghese del XIX secolo abbia attenuato gli eccessi più violenti delle celebrazioni di piazza (come la Festa della Cuccagna), e la globalizzazione abbia introdotto costumi moderni, le maschere tradizionali napoletane come Pulcinella si mescolano felicemente alle novità, mantenendo viva la magia partenopea.
Se è la tua prima visita durante il Carnevale napoletano, avrai diverse opportunità per immergerti nel folklore, tra sfilate in costume e rievocazioni storiche.
Carnevale di Napoli e dintorni: eventi
Oggi, il Carnevale a Napoli e nei suoi dintorni è un’occasione di festa che coinvolge attivamente grandi e piccini. Le strade si riempiono di vita in diversi modi:
- Sfilate e spettacoli: Le strade vedono sfilate in costume, spettacoli di strada e rievocazioni storiche. È comune incontrare carri allegorici, un elemento centrale di molte celebrazioni campane.
- Maschere tra passato e presente: Le maschere tradizionali napoletane — in primis Pulcinella, simbolo della saggezza popolare e dell’astuzia — si mescolano felicemente ai costumi moderni, mantenendo viva la magia partenopea.
- Feste popolari nei quartieri storici: Nei quartieri più antichi come il centro storico e Spaccanapoli, si organizzano tuttora feste in piazza e piccole rievocazioni delle antiche usanze carnevalesche.
Se si cerca il fulcro degli eventi più grandiosi e organizzati, bisogna guardare ai grandi Carnevali che si svolgono nell’area metropolitana, ognuno con le sue peculiarità:
- Palma Campania e le quadriglie: Un evento imperdibile è il Carnevale di Palma Campania, celebre per le sue spettacolari quadriglie. Queste sono gruppi di figuranti in costume che si esibiscono in complesse coreografie e spettacoli musicali, rendendo la festa unica e ricca di ritmo.
- Saviano e i carri: Il Carnevale Savianese è un’altra manifestazione significativa. Qui l’attenzione è spesso sui carri allegorici, tanto che vengono pubblicati i Bozzetti carri 2025 e il Programma 2025 per informare i visitatori. Questo Carnevale è molto strutturato e fornisce anche apposite Info turistiche per chi desidera partecipare.
- Scampia e l’aggregazione sociale: Il Carnevale di Scampia è un evento molto sentito che mira a riscoprire le tradizioni locali attraverso cortei e momenti di aggregazione sociale.
FAQ – domande frequenti
Napoli vanta un ricco panorama di maschere tradizionali napoletane. Tra le più iconiche ci sono Coviello (allegro, legato alla musica e alla satira acuta), la Vecchia ‘o Carnevale (una maschera doppia carica di riferimenti sessuali e simbolica della fine dell’inverno), e figure che sbeffeggiavano le professioni, come il Don Nicola (l’avvocato cialtrone) e il Paglietta Calabrese (maschera denigratoria degli studenti di giurisprudenza provinciali).
Assolutamente sì. Napoli è famosa per il suo artigianato, in particolare quello legato alla Commedia dell’Arte. Sebbene il Carnevale popolare sia cambiato nel tempo, le botteghe artigiane, soprattutto nell’area del centro storico, continuano a produrre costumi, maschere e statuette di Pulcinella e di altre figure storiche. Cercate i laboratori che vendono i prodotti tipici e i souvenir nella zona di Spaccanapoli o San Gregorio Armeno.
Carnuvale in filastrocca, cu na maschera ‘ncoppa a vocca cu na maschera n’coppa a ll’uocche, cu e pezze alle ginocchia: so e pezze d’Arlecchino, vestuto e i carta, poverino.
Il Carnevale napoletano, con la sua eredità di Pulcinella, Tartaglia e Scaramuccia, è una delle espressioni più autentiche e allegre della cultura partenopea.
Questa festa è la dimostrazione che l’arte di vivere con leggerezza non significa superficialità, ma la capacità di usare l’ironia e il teatro per affrontare le difficoltà. Tra risate, satira e le tradizioni gastronomiche locali, il Carnevale ti offre un viaggio tra storia e folklore.
Non limitarti a leggere la storia; vieni a viverla!


