Partenope
Napoli

Partenope e Napoli: 3 leggende sulla fondazione

Intro: Esplora con me le misteriose origini di Napoli attraverso tre affascinanti leggende del mito di Partenope, avvolte di fascino e storia.

La storia della fondazione di Napoli risale all’VIII secolo a.C., attribuita alla colonizzazione greca. Tuttavia, il mito affascinante di Partenope, la “vergine” greca, emerge come un’alternativa affascinante.

Nel corso del tempo, molteplici varianti di questa leggenda hanno circolato, ognuna con sfumature uniche, ma unite dalla presenza dell’amore come forza motrice di questa città millenaria.

Sebbene la storia documentata ci parli di un’origine greca più concreta, le narrazioni mitologiche lasciano spazio alla fantasia, svelando la complessità del passato di Napoli.

La leggenda di Partenope incarna l’anima stessa della città, tracciando un percorso di affetti e intrecci umani che ha contribuito a plasmare la sua identità.

L’amore e la passione come fondamento di Napoli sono evidenti in tutte le varianti del mito di Partenope. Questo nucleo emotivo ci rivela come gli elementi mitologici e storici si intreccino, donando alla città un fascino senza tempo.

In questo articolo, esploreremo tre delle varianti più significative del mito di Partenope. Ogni racconto è un tassello prezioso del mosaico culturale di Napoli, che svela le radici profonde dell’amore e della passione che hanno dato vita a questa splendida metropoli.

Partenope: la leggenda più famosa

Castel dell'Ovo
Isolotto di Megaride

Un tempo, nel cuore del mare, dimorava Partenope, una sirena di straordinaria bellezza, tra le rocce di una remota insenatura.

In una fatale coincidenza, la nave dell’audace Ulisse approdò proprio in quelle acque abitate dalle seducenti creature marine. Il mito tramanda che Partenope, affascinata dalla figura dell’eroe, intonò un canto magico nella speranza di catturare il suo cuore, ma il valoroso Ulisse rimase immune alle sue lusinghe.

Incapace di accettare il rifiuto, la sirena Partenope fu travolta dal dolore e, in un gesto disperato, si lanciò dalla vetta di una roccia imponente.

Le onde gelide la trascinarono fino alle coste del golfo di Napoli, precisamente sull’isolotto di Megaride. Qui, il corpo di Partenope si fuse con la terra e l’acqua, dando origine a quella che sarebbe diventata la splendida città di Napoli: la collina di Capodimonte prese la forma della sua testa, mentre la sua coda si estese lungo la collina di Posillipo.

Ancora oggi, la leggenda di Partenope persiste nei racconti e nelle tradizioni della città, simbolo eterno di bellezza e passione, così come del forte legame tra Napoli e il mare che la circonda.

Le rocce e le acque continuano a raccontare il mito dell’antica sirena, rendendo viva la sua memoria in ogni angolo di questa incantevole metropoli.

Il mito di Partenope di Matilde Serao

© Baku

Matilde Serao, celebre scrittrice napoletana dei primi del ‘900, presenta la sua affascinante versione del mito di Partenope.

Nella sua narrazione, Partenope emerge come una giovane donna greca perdutamente innamorata di Cimone, un eroe ateniese. Il destino li separò crudelmente, poiché il padre di Partenope aveva già promesso la sua mano a un altro uomo.

Decisi a vivere il loro amore senza ostacoli, i due fuggirono dalla Grecia e giunsero nel suggestivo golfo di Napoli, dove trovarono finalmente serenità e felicità.

In quest’angolo paradisiaco, Partenope e Cimone potevano nutrire il loro amore libero da restrizioni. Con il tempo, le loro famiglie li raggiunsero e, insieme ad altri cuori coraggiosi, iniziarono a dar vita alla popolazione di quella che sarebbe diventata Napoli.

Partenope, ormai madre di ben dodici figli, divenne l’epitome della donna napoletana, alla quale tutti si rivolgevano per ispirazione e guida.

La visione di Serao è ancora più sorprendente, poiché sostiene che Partenope non abbia mai cessato di esistere. La sua presenza è viva e costante accanto al popolo napoletano, custode e testimone di ogni passo della sua evoluzione. Immortale, ella accompagna il suo amato popolo attraverso i secoli, ispirandolo con il suo amore eterno e la sua dedizione incondizionata.

Così, la versione di Matilde Serao offre un tocco romantico e duraturo al mito di Partenope, lasciandoci immergere nell’incanto di una storia d’amore destinata a rimanere intatta nel cuore di Napoli per sempre.

Il mito di Partenope e Vesuvio

Partenope e Vesuvio

Nel corso del 1800, un’altra affascinante variante del mito di Partenope iniziò a diffondersi. Questa narrazione raccontava di Partenope, una sirena affacciata sulle coste del golfo di Napoli.

Un giorno, il centauro Vesuvio si avvicinò a lei, e fu proprio in quel momento che Eros, il dio dell’amore, scagliò la sua freccia, unendo irrimediabilmente i cuori di Vesuvio e Partenope in un legame passionale.

I giovani innamorati erano felici di condividere il loro amore, ma la gelosia si insinuò nell’Olimpo. Zeus, il potente re degli dei, era lui stesso follemente innamorato di Partenope. Decise quindi di separare per sempre i due amanti, trasformando Vesuvio in un vulcano ai confini del golfo. Così, la sirena poteva vedere il suo amato, ma non poteva più toccarlo.

La separazione fu insostenibile per Partenope, che non riusciva a immaginare la vita senza il suo tesoro. Spinta dall’impeto della passione, prese una drastica decisione e si uccise. Le onde del mare trasportarono il suo corpo senza vita sulla costa dell’isolotto di Megaride, dove si trasformò in una splendida città, la Napoli che conosciamo oggi.

Così, la leggenda di Partenope incarna l’eterna lotta tra l’amore e la gelosia, l’ardente passione che plasmò Napoli.

Ancora oggi, questa storia mitologica ispira e affascina, rimanendo radicata nella cultura e nell’immaginario della popolazione locale, testimoniando il potere e la bellezza delle leggende che permeano la storia di una città così intrinsecamente legata al mare e alle sue affascinanti storie mitiche.

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