Pulcinella
Napoli

Pulcinella: storia della tradizionale maschera napoletana

Se c’è un simbolo che incarna l’anima contraddittoria, arguta e resiliente di Napoli, quello è Pulcinella. Questa vivace maschera napoletana della Commedia dell’Arte non è solo un personaggio storico, ma un’icona universale di sopravvivenza, ironia e vitalità.

Sei pronto a immergerti nella storia che lega il “piccolo pulcino” all’antica Roma e a scoprire i luoghi dove incontrarlo oggi? Dalle sue radici profonde ad Acerra fino alle affascinanti strade del centro storico partenopeo, questa guida ti offre un viaggio completo. Continua a leggere e scopri le migliori esperienze e tour per esplorare la vera Napoli di Pulcinella!

Le origini di Pulcinella

Pulcinella è una maschera napoletana le cui radici affondano nell’antichità, con studiosi che lo fanno risalire a Maccus, un servo delle Atellane romane (IV secolo a.C.). La sua comparsa trionfale sulle scene avvenne però negli ultimi anni del ‘500, arrivando dalla Campania.

Pulcinella nasce ufficialmente nel pantheon del teatro della Commedia dell’Arte all’inizio del ‘600. L’attore capuano Silvio Fiorillo è ritenuto il suo “inventore” teatrale, introducendo la maschera nella commedia La Lucillla costante (1609, pubblicata 1632). Egli divenne un servo (Zanni), goffo ma scaltro, e in seguito approdò nelle compagnie comiche del nord, diventando l’antagonista della maschera bergamasca Arlecchino.

Il mistero del nome: piccolo pulcino o contadino?

L’origine del nome “Pulcinella” è oggetto di diverse ipotesi e leggende. La più romantica lo lega a un contadino acerrano del XVI secolo, un certo Puccio d’Aniello. Si racconta che questo contadino, arguto e spiritoso, suscitò grande ilarità rispondendo alle invettive di un capocomico, diventando così il modello per la maschera. Un’altra storia fa risalire il termine al napoletano pulcinello (piccolo pulcino), che spiegherebbe la sua voce chioccia, la goffaggine e il naso adunco.

Perché Pulcinella è una maschera di Carnevale? Pulcinella è una delle maschere storiche della Commedia dell’Arte, figura centrale del Carnevale. La maschera nera, goffa e arguta, incarna lo spirito anarchico e irriverente, permettendo al popolo di prendersi gioco dei potenti.

Pulcinella storia e significato della maschera

Carattere e simbolismo della maschera

Pulcinella esprime l’anima di Napoli e si innalza a simbolo di un popolo. Il suo carattere è un concentrato di opposti e contraddizioni, difficile da sintetizzare. È l’incarnazione dello spirito di sopravvivenza, un personaggio che, pur cosciente dei problemi, riesce sempre a uscirne con un sorriso.

Il carattere di Pulcinella è definito dalla dualità: appare ora sciocco ora scaltro, ora vinto ora giustiziere. È un servo poltrone, ma all’occorrenza diventa fornaio, oste o ciarlatano. È eternamente preoccupato per il cibo (a proposito non dimenticare di provare le famose chiacchiere napoletane, dolce tipico del Carnevale), tormentato da una fame atavica che aguzza il suo ingegno. La sua incapacità di tacere ha reso famosa l’espressione “È un segreto di Pulcinella”.

Ogni elemento del vestito di Pulcinella è carico di significati simbolici e ambigui.

  • Veste: È un abito ricavato da un lenzuolo bianco e ampio. Il bianco può simboleggiare il letto (luogo di nascita e morte) o l’abito dei contadini.
  • Maschera: La mezza maschera è nera, con il naso lungo e bitorzoluto o adunco. Il colore nero simboleggia il mistero, il mondo ctonio (legato agli inferi) o demoniaco. Nel XVIII secolo, il pittore veneziano Giandomenico Tiepolo dipinse la maschera in entrambi i modi, chiara o scura.
  • Cappello: È il caratteristico “a pan di zucchero” (coppolone), un elemento visto come simbolo fallico, che rappresenta fertilità e forza vitale.
  • Ventre e Gobba: Il ventre prominente (ereditato dal suo antenato Maccus) e talvolta una gobba (o doppia gobba, come nella versione francese) simboleggiano ingordigia, fertilità e la sua ossessione per il cibo.

La figura di Pulcinella non è confinata al teatro napoletano; è una delle più celebri Maschere della Commedia dell’Arte. Il suo ruolo è fondamentale nella Storia delle Maschere di Carnevale. Sebbene sia simbolo di Napoli, la sua fama è strettamente legata anche a eventi come il Carnevale di Venezia, dove incarna lo spirito di irriverenza e il mistero tipico della festa, con la sua maschera scura e il vestito bianco

La maschera ha avuto anche successo internazionale: è stata “adottata” dagli inglesi come Punch nel Seicento, ed è conosciuta in Francia come Polichinelle e in Russia come Petruška.

O segreto ‘e Pulicenella: perché si utilizza questa espressione

L’espressione “Il segreto di Pulcinella” letteralmente significa “tutto ciò che viene diffuso inaspettatamente, anche se si era concordato di mantenerlo nascosto”. Questa attribuzione popolare di Pulcinella come diffusore di notizie, anche segrete, è solo un’interpretazione.

L’origine dell’espressione “Il segreto di Pulcinella” è legata alle antiche tradizioni teatrali e alla comicità della maschera. Durante le performance teatrali, Pulcinella era spesso coinvolto in situazioni comiche in cui cercava di mantenere segreti o confondere gli altri personaggi. Tuttavia, finiva per rivelare involontariamente i segreti o le informazioni riservate a causa della sua natura irriverente e confusa.

Da qui, probabilmente, nacque l’associazione con l’idea di diffondere notizie inaspettate o mantenere segreti in maniera goffa.

È interessante notare come questa espressione sia diventata una parte della lingua e della cultura popolare: utilizzata per riferirsi a situazioni in cui un segreto viene svelato o un fatto noto a tutti viene presentato come una rivelazione sorprendente.

Itinerario: dove incontrare Pulcinella a Napoli e dintorni

Se desideri un’esperienza immersiva nella cultura di Pulcinella con un occhio al risparmio, ti consiglio vivamente l’acquisto del Naples Pass. Questa carta turistica offre accesso gratuito alle principali attrazioni, sconti in attività e ristoranti, e il trasporto pubblico gratuito per tutta la Campania.

Per ottimizzare gli spostamenti tra le tappe del centro storico, procedi a piedi.

Tappa 1: Vico del Fico al Purgatorio e la Statua della Fortuna (1 ora)

Dove trovare la statua di Pulcinella a Napoli? Una popolare statua di Pulcinella si trova in Vico del Fico al Purgatorio ed è stata realizzata e donata alla città dallo scultore Lello Esposito.

Realizzata in bronzo, l’opera alta un metro e venti è posta su un basamento di pietra ed è diventata una delle icone fotografiche del centro storico di Napoli. Si narra che toccando il becco del naso della maschera si attiri la buona sorte.

La scultura è situata nelle vicinanze della Chiesa del Purgatorio ad Arco, tra via dei Tribunali, il Decumano Maggiore, e via San Biagio dei Librai, conosciuto come “Spaccanapoli“.

Inizia il tuo viaggio con una guida locale che svela i segreti di Napoli. Scopri questo tour del centro storico!

Pulcinella Lello Esposito

Tappa 2: San Gregorio Armeno e artigianato (1-2 ore)

Via San Gregorio Armeno è la famosa via dei presepi, il luogo ideale per trovare statuine, sculture e opere d’arte dedicate a Pulcinella in tutte le sue forme.

Cerca le creazioni artistiche artigianali dei mastri bottegai e acquista la statua di Pulcinella da portare a casa come souvenir. Alcune hanno i vestiti in stoffa e sono stupende.

Pulcinella San Gregorio Armeno

Tappa 3: Il Teatro dei Burattini (1 ora)

In Piazza San Domenico Maggiore o Via dei Tribunali, cerca i guarattellari (maestri burattinai). Assistendo agli spettacoli delle guarattelle, vedrai Pulcinella (l’emblema del teatro dei burattini) come un eroe irriverente alle prese con le contrarietà quotidiane. È un’esperienza popolare e autentica.

Tappa 4: Il Museo di Pulcinella di Acerra

Ci spostiamo ad Acerra, considerata il luogo d’origine del contadino Puccio d’Aniello, figura che ispirò la maschera.

All’interno del Castello dei Conti troviamo il Museo di Pulcinella, del Folklore e della Civiltà Contadina, che offre un percorso completo dedicato alla storia, al costume e al significato del personaggio.

Acerra si trova nell’hinterland di Napoli. Un treno regionale dalla stazione centrale di Napoli è il modo più rapido per raggiungere la città dove nacque di Pulcinella.

Pulcinella non è semplicemente una maschera della Commedia dell’Arte. È l’incarnazione dello spirito, delle contraddizioni e dell’infinita resilienza del popolo napoletano. Simbolo di una terra e di una città, racchiude in sé secoli di saggezza popolare, risate contagiose e un’inestinguibile gioia di vivere.

Quando visitate Napoli, incontrerai tanti “Pulcinella“, quindi non perdere l’occasione di divertirti e scattare una foto con la maschera più amata della città.

Sono Sara Daniele, blogger napoletana e SEO copywriter laureata in Lingue e Letterature Straniere. Ho creato Ti Porto A Napoli per raccontare la mia città e la Campania attraverso occhi locali e autentici. Vivo Napoli ogni giorno e la conosco nel profondo: i miei articoli nascono da esperienze reali, pensati per chi vuole scoprirla davvero, oltre le solite guide turistiche. Scrivo di viaggi anche su Ti Porto A, il mio secondo blog dedicato al mondo e ai consigli per viaggiatori curiosi.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *