Chiacchiere di Carnevale Napoletane: origini e ricetta
Le Chiacchiere di Carnevale sono il dolce simbolo di questa festività. A Napoli, vengono chiamate ‘e chiacchiere e sono rinomate per essere sfiziose e fragranti. Scopri la ricetta originale napoletana (facile e veloce) e tutti gli ingredienti di alta qualità che ti servono per prepararle a casa.
Ti svelo l’unico modo per ottenere le chiacchiere perfette, con quell’ingrediente campano essenziale per esaltarne il sapore: il limoncello. Non dimenticare che a Napoli le mangiamo tuffandole nell’immancabile sanguinaccio (oggi fatto solo di cioccolato, ma in passato comprendeva anche il sangue di maiale, ingrediente abolito al quale si doveva il nome).
Ci sono molte leggende, storie e tradizioni in giro per l’Italia che rivendicano la nascita delle chiacchiere, oppure cenci, bugie e frappe, a seconda del dialetto regionale. Io ti racconto l’origine che conosco io, quella napoletana, visto che come sai sono cresciuta con i racconti delle leggende della mia città, come quella del Munaciello! Continua a leggere per scoprire la storia che collega la Regina Savoia e il cuoco Raffaele Esposito alla nascita di questo dolce del Carnevale napoletano.
Di cosa parlo in questo articolo
Chiacchiere di Carnevale: le origini napoletane

Napoli ha una sua leggenda sull’origine delle Chiacchiere e io da piccola adoravo ascoltare mio padre che me la raccontava.
La Regina Savoia amava chiacchierare per ore nel suo salotto di corte, intrattenendosi con i suoi ospiti. Un giorno, mentre parlava e ascoltava gli altri, le venne fame e chiese al cuoco di corte, Raffaele Esposito, di preparare per lei un dolce che fosse capace di allietare sia lei che i suoi ospiti mentre chiacchieravano.
Nacquero così le Chiacchiere di Carnevale! Per me sono un ricordo d’infanzia dolcissimo. Mi sedevo al tavolo e le impastavo insieme a mia madre, per poi creare delle strisce ondulate che lei friggeva nell’olio.
Alla fine, con un passino e un cucchiaino, lasciavo cadere sulle chiacchiere di Carnevale una neve di zucchero a velo. Continuiamo a prepararle ogni anno, anche se in due case diverse.
La forma che riesco a dare io lascia molto a desiderare rispetto a quella perfetta di mia madre, ma il sapore è buonissimo.
La storia delle chiacchiere risale ai Saturnali nell’Antica Roma, dove venivano preparate le frictilia (dolcetti fritti nel grasso di maiale). A Roma le chiamano frappe o talvolta cenci, in Toscana cenci, in Liguria bugie, in Veneto galani, in Friuli cròstoli, e in Sardegna meraviglie. Sebbene la ricetta sia simile ovunque, l’uso di alcool varia (Marsala, vino bianco, Vin Santo, grappa, o il Limoncello napoletano).
Molte amiche mi hanno chiesto la ricetta, così ho deciso di scriverla nel blog, in modo che sia facile da ritrovare ad ogni Carnevale.

Le Chiacchiere di Carnevale: ricetta
Sono molto facili e veloci da preparare, ma soprattutto gustosissime, infatti con questa ricetta riesco a fare circa 80 chiacchiere e in casa mia durano solo un giorno.
1. Ingredienti
Le Chiacchiere (o ‘e chiacchiere) sono facili e veloci da preparare, ma la qualità del risultato finale — croccante e pieno di bolle — dipende dalla selezione degli ingredienti migliori e dall’utilizzo degli attrezzi professionali giusti.
1. Ingredienti (Il Segreto della Fragranza Napoletana)
Per ottenere l’impasto omogeneo e il sapore autentico tipico di Napoli, è fondamentale scegliere ingredienti di alta qualità.
| Ingrediente | Quantità (Ricetta) | Focus SEO (Intenzione di Acquisto) |
| Farina | 250 grammi | Scegli una farina “00” di alta qualità per dolci. Una farina forte (W 280-300) è ideale per sfoglie sottili. Prova questa farina bio per dolci friabili. |
| Zucchero | 50 grammi | Zucchero semolato fine. |
| Burro | 25 grammi | Il burro migliore va lasciato ammorbidire fuori dal frigo per una decina di minuti. Utilizzare un burro chiarificato di alta qualità può migliorare la friabilità. |
| Uova | 2 | Uova fresche di galline allevate a terra. |
| Limoncello | Un bicchierino | Questo è l’ingrediente distintivo campano. Per un sapore autentico, usa un Limoncello artigianale o un liquore agli agrumi locale di Sorrento o della Costiera. L’alcol (che sia Limoncello, Marsala, vino bianco, Vin Santo, o grappa) aiuta a rendere l’impasto friabile durante la frittura. |
| Sale | Un pizzico | |
| Vanillina | Una bustina | |
| Olio per friggere | Abbondante | Storicamente si friggeva nello strutto (come le antiche frictilia romane), ma oggi si usa un olio di semi di alta qualità. Scegli un olio d’arachidi o di girasole alto oleico, abbondante, per garantire una doratura perfetta e uniforme. |
| Zucchero a Velo | Da cospargere | Per una “neve di zucchero a velo” perfetta, acquista zucchero a velo vanigliato. |
| Accompagnamento | Sanguinaccio (Cioccolato) | A Napoli, le chiacchiere si tuffano nell’immancabile sanguinaccio a base di solo cioccolato. |
2. Strumenti
La preparazione è un ricordo d’infanzia, ma l’uso di attrezzi professionali garantisce la forma e la consistenza perfetta, come quelle preparate dalla madre della blogger.
- Matterello o Macchina per pasta sfoglia: Per stendere l’impasto il più possibile, fino a renderlo sottile circa 3 mm. Se non possiedi un matterello, l’acquisto di una macchina stendipasta ti aiuterà a ottenere uno spessore uniforme, fondamentale per le chiacchiere con le bolle.
- Rotellina a zig zag (tagliapasta): È essenziale per creare le strisce ondulate e i rettangoli distintivi delle chiacchiere. Cerca un attrezzo professionale per tagli netti e veloci.
- Padella con bordi alti: Necessaria per aggiungere abbondante olio per friggere. La profondità è cruciale per una frittura a regola d’arte. Io mi trovo bene con questa.
- Passino: Per far cadere la “neve di zucchero a velo” in modo uniforme alla fine.
3. Procedimento
Lascia il burro fuori dal frigo per una decina di minuti, così che si ammorbidisca. Disponi la farina a forma di cratere e al centro versa lo zucchero, il burro (io lo taglio a pezzettini), le uova, il sale, la vanillina e il bicchierino di limoncello.
Lavora tutto fino a quando non otterrai un impasto omogeneo. Poi, spolvera il piano da lavoro e il matterello con della farina, in modo che il composto non si attacchi.
Stendere l’impasto il più possibile col mattarello, fino a uno spessore di circa 3 mm, per garantire che siano friabili e croccanti, poi forma dei rettangoli con la rotellina a zig zag.
In una padella con i bordi alti, aggiungi abbondante olio per friggere e immergici i tuoi rettangoli. Le chiacchiere ben fatte devono avere le bolle, segno che la sfoglia è stata tirata “a dovere” e la frittura è “a regola d’arte.
Quando saranno dorate, falle raffreddare su carta assorbente prima di cospargerle di zucchero a velo. Sono pronte per essere gustate o servite come coccola per chi più ami.

FAQ – domande frequenti
Secondo una leggenda napoletana, la Regina Margherita di Savoia durante un ricevimento chiese un dolce da servire ai suoi ospiti durante le “chiacchierate”, e il suo cuoco di corte, Raffaele Esposito creò delle sottili frittelle, chiamandole “chiacchiere” proprio in onore di quelle conversazioni.
Si tira la sfoglia molto sottile, si frigge in olio caldo per pochi secondi e si spolvera con abbondante zucchero a velo per renderle leggere e croccanti.
Perché tradizionalmente, prima della Quaresima, si usavano gli ultimi ingredienti “ricchi” come uova e burro per fare dolci golosi.
Buon appetito e buon Carnevale! Spero che questa ricetta ti porti un po’ della gioia che provavo io da bambina mentre le preparavo con mia madre. E ricorda, come direbbe Pulcinella, “A Carnevale ogni scherzo vale, e ogni chiacchiera è un peccato necessario!”.


