Duomo di Napoli
Napoli

Duomo di Napoli e Museo di San Gennaro: cosa vedere

Intro: Il Duomo di Napoli è uno dei simboli indiscussi della città e comprende al suo interno la Basilica di Santa Restituta e la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro.

Il Duomo di Napoli, conosciuto anche come Cattedrale di Santa Maria Assunta, è uno dei luoghi simbolo della città, non solo per culto religioso ma anche per chi ama leggende e tradizioni.

Qui, infatti, tre volte l’anno, potrete assistere al famoso miracolo dello scioglimento del sangue di San Gennaro, il santo patrono.

Un itinerario del centro storico, che non comprenda questa tappa, non può dirsi completo.

L’intero complesso del Duomo di Napoli, comprende al suo interno anche la Basilica di Santa Restituta, dov’è custodito il Battistero di San Giovanni in Fonte (il più antico in occidente) e la Cappella del Tesoro di San Gennaro, con le reliquie del santo.

Accanto all’edificio del duomo, sorge anche il Museo del Tesoro di San Gennaro, il più prezioso al mondo: vale più di quello degli zar di Russia e della Regina Elisabetta II d’Inghilterra.

La struttura prevalentemente di architettura gotica che potrete ammirare attualmente è il risultato di secoli di rifacimenti e ristrutturazioni, dovute a diverse distruzioni.

Ogni anno, il 19 settembre, giorno del martirio di San Gennaro, nel Duomo si tiene una cerimonia solenne in presenza del Cardinale e di molti fedeli. La Chiesa è gremita in attesa del miracolo.

Tutti attendono con ansia la liquefazione del sangue custodito in un ampolla di vetro, che se resta solido significa l’arrivo di qualche sciagura per la città.

Questo evento attira fedeli, turisti e curiosi non solo da Napoli e provincia, ma anche dal resto del mondo.

Duomo di Napoli: cosa vedere

Il Duomo di Napoli è situato nel cuore dell’antica città greco – romana ed è stato costruito nell’area dove in precedenza era un tempio dedicato ad Apollo.

La zona aveva ospitato negli anni altri edifici di culto, come la Basilica di Santa Restituta, il Battistero di San Giovanni in Fonte e la Basilica di Santa Stefania: i primi furono inglobati nel progetto, la terza fu distrutta.

Il Duomo di Napoli è uno di quei rari esempi di stratificazione secolare nel bel mezzo della città, infatti è uno dei pochi a non ergersi imponente in una grande piazza.

La sua facciata è sul grande stradone di via Duomo ed è il risultato di lavori di restauro e abbellimento realizzati in seguito ai due terremoti avvenuti a Napoli tra la metà del ‘300 e il ‘500 e a causa dei danni della seconda guerra mondiale.

La ricostruzione di stampo barocco e rinascimentale è quella che colpisce di più, provocando un forte impatto emotivo, come la Cappella del Succorpo e la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro.

L’interno

L’interno del Duomo presenta una pianta a croce latina a tre navate e sul transetto rialzato rispetto alla navata centrale, c’è l’ingresso della Cappella del Succorpo.

Un’opera del Rinascimento napoletano, voluta dal Cardinale Carafa, presumibilmente ideata da Bramante.

Qui sono conservate le reliquie di San Gennaro e una statua del Cardinale Carafa, realizzata dallo scultore Tommaso Malvito.

Molti turisti la confondono con una raffigurazione di San Gennaro, ma non è così, ed è evidente dalla rappresentazione della berretta, il cappello da Cardinale.

Nella navata sinistra, è presente l’accesso alla vecchia Basilica Paleocristiana di Santa Restituta, voluta da Costantino I e inglobata nel Duomo.

Attualmente è una Cappella del Duomo, dov’è visibile anche l’area archeologica.

Dalla navata destra, è possibile accedere alla Cappella del Tesoro di San Gennaro, dove di solito è esposto il busto di San Gennaro, in alcuni casi custodito in una cassaforte in argento donata dall’imperatore Carlo II di Spagna nel 1667.

È la stessa dove contenente le ampolle con la reliquia del sangue.

L’entrata al Duomo di Napoli è gratuita ed è aperto nei seguenti orari:

  • Dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 19:30;
  • La domenica dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30.

Museo di San Gennaro

Il Tesoro di San Gennaro si trova nel Museo di Napoli dedicato al Santo, il cui ingresso si trova accanto al Duomo e alla Cappella del Tesoro.

È stato aperto al pubblico nel dicembre 2003 su proposta della Deputazione della Reale Cappella del Tesoro, antica istituzione laica fondata nel 1601.

Molti lo conoscono grazie al film “Operazione San Gennaro”, dove un gruppo di maldestri ladri cercano di impossessarsi del tesoro del santo.

L’area museale espone opere, capolavori e oggetti del Tesoro di San Gennaro, tra cui:

  • Mitra di San Gennaro: copricapo vescovile in cui sono incastonate 3964 pietre preziose;
  • Collana di San Gennaro: collana realizzata tra il 1679 ed il 1929 con pietre preziose e gioielli, doni fatti in questi secoli da sovrani, papi, nobili e gente comune;
  • Insegne dell’Ordine di San Gennaro: la spilla, la placca ed il mantello tempestato di gemme di smalti, pietre preziose e decorazioni raffiguranti il giglio dei Borbone;
  • 4 statue d’argento dei Santi Compatroni;
  • 54 busti d’argento: testimonianza della storia dell’arte orafa e argentiera napoletana;
  • Reliquiario per il sangue di San Gennaro;
  • Calice in oro del 1860 donato da Francesco II;
  • Croce episcopale in oro, smeraldi e diamanti, donata da Umberto I e Margherita di Savoia;
  • Pisside d’oro, corallo e malachite, donata da Umberto II di Savoia.

Il percorso museale prevede anche la visita alle tre sacrestie della Cappella del Tesoro – la Cappella dell’Immacolata, l’Antisacrestia e la Sacrestia del Luca Giordano – con dipinti di Luca Giordano, Massimo Stanzione, Giacomo Farelli e Aniello Falcone.

Sapete a chi appartiene il Tesoro di San Gennaro? Solo ed esclusivamente al popolo napoletano, che ne è custode e garante.

Non si conosce l’esatto valore del Tesoro, ma si stima che solo la Mitra Gemmata valga circa 7 milioni di euro.

Museo di San Gennaro: orari e biglietti

Il Museo è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 18.00, con ultimo ingresso alle 17:30.

Controlla sempre prima di arrivare , poiché potrebbero esserci delle variazioni di orario.

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