Cimitero Acattolico Napoli degli Inglesi
Campania

Il Cimitero degli Inglesi di Napoli: una storia ritrovata

Il Cimitero Acattolico di Santa Maria della Fede, affettuosamente chiamato dai napoletani “Cimitero degli Inglesi di Napoli”, è un luogo poco conosciuto della città.

Oggi si presenta con una doppia anima: da un lato è un tranquillo parco pubblico, un’oasi di verde restituita alla comunità; dall’altro, è un museo a cielo aperto, un luogo di memoria che custodisce una pagina affascinante e poco nota della storia internazionale di Napoli.

Passeggiando tra i suoi viali, si ripercorrono le vite di artisti, scienziati, industriali e viaggiatori stranieri che, tra il Settecento e l’Ottocento, scelsero la città partenopea come loro dimora, contribuendo al suo sviluppo culturale e sociale.

Ma per capire come è nato questo luogo unico, dobbiamo fare un passo indietro nel tempo, quando la crescente comunità protestante di Napoli aveva un disperato bisogno di un luogo per i propri cari.

Scopriamo insieme il Cimitero degli Inglesi di Napoli, per capirne la storia e come visitarlo.

1. Le origini

Tra il XVIII e il XIX secolo, Napoli ospitava una cospicua e influente comunità straniera di fede protestante, composta da inglesi, svizzeri, tedeschi e francesi.

Artisti attratti dal Grand Tour, banchieri e industriali animavano la vita della città. Tuttavia, la loro integrazione si scontrava con un ostacolo insormontabile. Sin dal XVI secolo, le rigide leggi borboniche e l’ostilità della Chiesa locale ribadivano un concetto di espulsione, esclusione e separazione per i non cattolici.

Già nel 1529 era stato concesso un primo cimitero acattolico nel giardino del convento di San Carlo all’Arena, ma con l’aumento vertiginoso della popolazione straniera, questo spazio divenne presto insufficiente. La crescente necessità trovò finalmente una risposta grazie all’iniziativa di un influente diplomatico.

2. La fondazione (1826)

Nel 1826, la situazione era ormai insostenibile e la comunità protestante trovò un portavoce determinato nel console inglese Sir Henry Lushington.

Fu lui a farsi carico della ricerca di un nuovo sito, negoziando con il governo borbonico per ottenere una degna sepoltura. L’area scelta fu il giardino alle spalle della Chiesa di Santa Maria della Fede, ma la sua collocazione era un chiaro segno della riluttanza istituzionale.

Il Cimitero degli Inglesi di Napoli si trovava in uno dei quartieri allora più malfamati della città, vicino all’ospedale per i dermosifilopatici (malati di sifilide), e la piazza antistante era descritta dai cronisti dell’epoca come un “laido lupanare”.

Nonostante questo contesto degradato, il cimitero fu concepito secondo i precetti anglosassoni, non come una semplice necropoli, ma come un “giardino romantico”: un paesaggio idilliaco dove le tombe erano disseminate tra alberi e arbusti, creando un’atmosfera serena e malinconica, ideale per passeggiare e onorare la memoria dei defunti.

Una volta fondato, il cimitero divenne rapidamente un luogo di grande bellezza e importanza per la comunità internazionale della città.

3. Crescita, splendore e chiusura (1826 – 1893)

Per quasi settant’anni, il Cimitero degli Inglesi di Napoli fu il cuore della memoria della comunità straniera di Napoli, evolvendosi in bellezza e prestigio.

La sua importanza è testimoniata dalla necessità di un primo ampliamento già nel 1852 per far fronte al numero crescente di inumazioni. Nel suo periodo di massimo splendore, la sua bellezza colpì cronisti e visitatori. Lo studioso napoletano Gaetano Nobile, nel 1855, ne offrì una descrizione ammirata:

“Entrando in esso, per un elegante cancello di ferro, sarai compreso d’ammirazione per la copia di marmi, la bella simmetria delle tombe e l’ordine e il decoro di un luogo sacro alla memoria degli estinti.”

Il destino del cimitero cambiò radicalmente con i grandi lavori per il “Risanamento” di Napoli, avviati dopo l’epidemia di colera del 1884. L’area circostante fu trasformata con la costruzione di un nuovo quartiere operaio.

Circondato e soffocato da alti palazzi, il giardino non poteva più espandersi e nel 1893 fu definitivamente chiuso. La chiusura segnò però l’inizio di un lungo e triste capitolo di abbandono e decadenza per questo luogo sacro.

4. Il lungo abbandono e la rinascita come parco pubblico

Dopo la chiusura, per quasi un secolo il Cimitero degli Inglesi cadde nell’oblio. L’area, non più custodita, divenne un deposito di rifiuti e fu soggetta a continui atti vandalici.

La profanazione più grave avvenne alla metà del XX secolo quando, attraverso un’abile operazione speculativa, due porzioni del campo cimiteriale vennero vendute e al posto del giardino delle sepolture fu edificato un palazzo alto ben otto piani.

Il punto di svolta arrivò nel 1980, quando il governo britannico cedette l’area superstite al Comune di Napoli con il vincolo preciso di mantenerne viva la memoria storica. Iniziò così un’importante opera di risanamento per trasformare l’ex cimitero in un parco pubblico. Gli interventi principali furono:

  • Il trasferimento dei resti umani nel nuovo Cimitero inglese della Doganella.
  • Il restauro di alcuni dei monumenti funebri più significativi, lasciati nel parco come testimonianze del suo passato.
  • La creazione di un nuovo e più funzionale ingresso su Via Biagio Miraglia.
  • La recente riapertura al pubblico dopo vent’anni di chiusura, che ha restituito questo spazio verde e storico alla cittadinanza.

Oggi, camminando nel parco, è ancora possibile ammirare alcuni dei magnifici monumenti funebri che testimoniano la ricchezza artistica e culturale del cimitero.

5. I tesori d’arte sopravvissuti

Nonostante l’abbandono e le spoliazioni, nove mausolei sono sopravvissuti e continuano a raccontare le storie di chi riposava qui.

Tra questi si ricordano le sepolture di figure che hanno lasciato un segno indelebile nella Napoli dell’Ottocento, come il pittore olandese Anton Sminck van Pitloo, grande protagonista della scuola di Posillipo, e il banchiere e console svizzero Oscar Meuricoffre.

Tre opere monumentali, in particolare, spiccano per valore artistico e storico:

MonumentoPersonaggio CommemoratoStile e Significato
Monumento a Mary SomervilleMary Somerville (1780-1872), matematica e astronoma scozzese di fama mondiale, definita “la regina della scienza del XIX secolo”.Realizzata dallo scultore Francesco Jerace, la statua raffigura la scienziata seduta con un’espressione austera e regale, quasi a incarnare la sua statura intellettuale.
Monumento alla famiglia FreitagLa famiglia Freitag, industriali svizzeri che fondarono importanti industrie tessili nell’area di Scafati, contribuendo allo sviluppo economico locale.Superbo esempio di scultura neoclassica, raffigura un angelo in stile canoviano nell’atto di aprire una porta socchiusa, simbolo del passaggio dalla vita terrena all’aldilà.
Monumento a David VonwillerDavid Vonwiller (1794-1856), industriale tessile svizzero, fondatore di una delle prime filande di cotone del Sud Italia a Fratte di Salerno.Un solenne monumento in stile neoclassico a forma di cubo, la cui sobrietà formale riflette il valore sociale e l’etica del lavoro del defunto.

Queste opere d’arte non sono solo tombe, ma il capitolo finale di una storia che attraversa secoli.

6. Cimitero degli Inglesi di Napoli: orari

L’ingresso è gratuito e si trova in via Biagio Miraglia, adiacente a piazza Carlo III, a circa un quarto d’ora a piedi dalla Stazione Centrale. È aperto dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 16:00, mentre la domenica chiude alle 14. Ecco la mappa di come arrivare al Cimitero degli Inglesi di Napoli:

Il viaggio del Cimitero degli Inglesi è una parabola di splendore, oblio e rinascita. Nato come luogo di sepoltura esclusivo per una comunità straniera, oggi si è trasformato in uno spazio pubblico inclusivo, aperto a tutta la cittadinanza.

Il parco di Santa Maria della Fede non è solo un polmone verde, ma un ponte tra passato e presente, un luogo dove la memoria di chi scelse questa città come ultima dimora continua ad arricchire la vita della comunità.

FAQ – domande frequenti

1. Il Cimitero acattolico di Napoli si può visitare liberamente oppure serve prenotare?

Generalmente l’ingresso è libero durante gli orari di apertura del “parco monumentale” (dalle 8:00 alle 16:00, tranne la domenica che chiude alle 14). Tuttavia, alcune visite guidate speciali o tour organizzati possono richiedere prenotazione.

2. Posso accedere con disabilità o difficoltà di deambulazione?

Il terreno in alcuni tratti è scosceso quindi non posso darti informazioni sulla piena accessibilità per sedie a ruote in tutto il percorso.

3. È possibile fotografare o girare video all’interno del Cimitero degli Inglesi?

Sì, è generalmente consentito scattare fotografie a scopo personale, poiché il sito è oggi gestito come parco monumentale e non più come area cimiteriale attiva. Tuttavia, per riprese professionali o progetti artistici può essere richiesta un’autorizzazione preventiva al Comune di Napoli o ai gestori del sito. È sempre consigliabile rispettare le opere e non utilizzare flash o attrezzature invasive.

Spero che questo mio articolo ti sia di aiuto per scoprire un luogo meno turistico di Napoli.

Sono Sara Daniele, blogger napoletana e SEO copywriter laureata in Lingue e Letterature Straniere. Ho creato Ti Porto A Napoli per raccontare la mia città e la Campania attraverso occhi locali e autentici. Vivo Napoli ogni giorno e la conosco nel profondo: i miei articoli nascono da esperienze reali, pensati per chi vuole scoprirla davvero, oltre le solite guide turistiche. Scrivo di viaggi anche su Ti Porto A, il mio secondo blog dedicato al mondo e ai consigli per viaggiatori curiosi.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *