Biblioteca dei Girolomini
Napoli

Biblioteca dei Girolamini: come visitarla

Intro: Conoscete il racconto della fenice risorta dalle sue ceneri? Potrebbe essere anche la storia della Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Scopriamola insieme!

Napoli offre tantissimi luoghi di interesse storici, artistici e culturali da vedere, tuttavia non tutti hanno la stessa promozione turistica.

Molte persone, infatti, non conoscono la presenza della spettacolare Biblioteca dei Girolamini, annessa al Complesso Monumentale Nazionale omonimo, né la sua storia di rinascita.

Bene, ho pensato di raccontarvela io!

Credo che difficilmente riuscirete a trovare al mondo un posto più suggestivo di questo, per la struttura e per ciò che ha vissuto.

La Biblioteca dei Girolamini è tra le più antiche di quelle napoletane ed è specializzata in Filosofia, Teologia cristiana, Chiesa cristiana in Europa, Storia della Chiesa, Musica sacra e Storia d’Europa.

Ospitata nell’Oratorio dei Girolamini, fu aperta al pubblico nel 1586, nonostante le regole monastiche non prevedessero l’accesso alla chiesa a persone esterne.

Benedetto Croce e Gianbattista Vico, presenze illustri, sono tra i frequentatori più assidui della Biblioteca.

Fu proprio quest’ultimo a consigliare ai padri dell’Oratorio l’acquisto della Biblioteca di Giuseppe Valletta (filosofo e letterato), composta da una collezione di testi giuridici, filosofici e religiosi del Seicento e del Settecento napoletano.

Quando vieni a Napoli, ti consiglio di visitare questo gioiello nel cuore della città, perché credo ne valga la pena e ti emozionerà tanto.

Biblioteca dei Girolamini: una storia surreale

La Biblioteca dei Girolamini è a via Duomo, al civico 114/142 e Arcangelo Guglielmelli ridisegnò il palazzo che la ospita nel Settecento, terminato dal figlio nel 1727.

La sua storia ha del surreale, poiché per molti secoli fu un gioiello del tessuto culturale napoletano, tanto che arrivavano intellettuali da tutto il mondo per consultare e donare testi.

L’inizio di una situazione di abbandono cominciò dopo il terremoto del 1980, poiché gli ambienti della Biblioteca sono utilizzati come rifugio per gli sfollati.

L’incuria proseguì per decenni, purtroppo, sottoponendola a furti e atti vandalici, fino al 2011 quando avvenne il gesto più irrispettoso possibile.

Marino Massimo De Caro è nominato direttore della biblioteca e questo è molto sospetto, visto che pendono a suo carico accuse di commercio illegale di libri rari.

Nel 2012, dopo alcuni articoli di denuncia dello storico dell’arte, Tomaso Lampanari, e una raccolta di firme organizzata dal Professore Francesco Caglioti, si avvia un’indagine, che porta a mettere sotto sequestro la Biblioteca dei Girolamini.

Si scoprì che De Caro stava effettivamente usurpando il patrimonio della biblioteca per rivenderlo in Italia e all’estero. Scatta così il suo arresto.

Lo storico dell’arte, Umberto Bile, cerca di rimettere in sesto e funzione la struttura, ma muore prematuramente, lasciando la Biblioteca nell’abbandono totale.

Biblioteca Girolamini: la rinascita

Fortunatamente, nel 2015 si intravede uno spiraglio di luce grazie a un’apertura straordinaria, con una visita guidata di 4 ore.

Iniziano anche i lavori per migliorare la struttura e riportarla alla luce in tutta la sua bellezza.

Nel 2016, fu possibile una seconda apertura speciale con le Giornate FAI di Primavera e, nel 2017, grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, inizia la ripartenza.

La Biblioteca dei Girolamini riapre con un patrimonio libraio di circa 159.000 unità di volumi ed opuscoli, tra cui stampati musicali ed edizioni rare del ‘500, oltre a microfilm e ritratti.

La Biblioteca ha 4 sale principali:

  1. Vico: dedicata al filosofo napoletano Giambattista Vico, realizzata tra il 1727 e il 1736. La porta d’ingresso è quella originaria in legno di noce e la scaffalatura in legno di noce beneventano copre tutte le pareti e in cima grandi cartigli indicano la materia trattata;
  2. Camino: per la presenza, sulla parete di fondo, di un grande camino del XVII secolo. La scaffalatura in legno custodisce volumi collocati per formato e per aree disciplinari;
  3. Croce: intitolata a Benedetto Croce, frequentatore abituale della biblioteca. Sono conservati, i volumi della biblioteca di Agostino Gervasio, prevalentemente di natura archeologica e letteraria e i volumi di carattere storico, letterario e geografico, con postille, dello storico Carlo Troja, acquistati nel 1859;
  4. Ferrara: dedicata padre Giovanni Ferrara, uomo di cultura, conservatore del monumento e direttore della biblioteca dal 1970 al 2009. Qui si conservano, il fondo Ferrigni, testi prevalentemente di natura giuridica, letteraria e filologica, e parte del fondo Borrelli-Spada.

Orari, aperture straordinarie, visite e costi

Spero di essere riuscita a farti comprendere l’importanza storica e culturale della biblioteca e quanto possa essere emozionante visitarla.

Le visite sono controllate e gestite con estrema cautela, attraverso un sistema di prenotazione e richiesta informazioni via e-mail: bcm-gir@beniculturali.it o al numero 081 294444.

Per questo motivo, gli orari e i costi sono valutati in base alla prenotazione effettuata.

Durante l’anno, le aperture straordinarie sono proposte periodicamente, per conoscerle controlla il sito ufficiale.

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